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cosa = wiki
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posto = Pordenone

Tratto da Wikipedia

bussola Disambiguazione – Se stai cercando il pittore, vedi Il Pordenone.
Pordenone
comune
Pordenone – Stemma Pordenone – Bandiera
Palazzo comunale e campanile del Duomo di San Marco
Palazzo comunale e campanile del Duomo di San Marco
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia – stemma Friuli-Venezia Giulia
Provincia Pordenone – stemma Pordenone
Sindaco Claudio Pedrotti (centrosinistra) dal 30/05/2011
Territorio
Coordinate 45°57'0?N 12°41'0?E? / ?45.95°N 12.68333°E? / 45.95; 12.68333? (Pordenone)Coordinate: 45°57'0?N 12°41'0?E? / ?45.95°N 12.68333°E? / 45.95; 12.68333? (Pordenone)
Altitudine 24 m s.l.m.
Superficie 38,23 km²
Abitanti 51 784[1] (30-09-2011)
Densità 1 354,54 ab./km²
Frazioni Borgomeduna, Rorai Grande, San Gregorio, Torre, Vallenoncello, Villanova di Pordenone
Comuni confinanti Azzano Decimo, Cordenons, Fiume Veneto, Pasiano di Pordenone, Porcia, Prata di Pordenone, Roveredo in Piano, San Quirino, Zoppola
Altre informazioni
Cod. postale 33170
Prefisso 0434
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 093033
Cod. catastale G888
Targa PN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 459 GG[2]
Nome abitanti pordenonesi
Patrono san Marco Evangelista; Beata Vergine Maria delle Grazie
Giorno festivo 25 aprile e 8 settembre
PIL (nominale) 813.945.704
PIL procapite (nominale) 25521
Localizzazione
Pordenone è posizionata in Italia
Pordenone
Posizione del comune di Pordenone nella provincia di Pordenone
Posizione del comune di Pordenone nella provincia di Pordenone
Sito istituzionale

Pordenone (Pordenon in friulano[3] e in dialetto pordenonese) è un comune italiano di 51.784 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia nel Friuli-Venezia Giulia, è la principale città del Friuli occidentale o destra Tagliamento.

Indice

[] Geografia fisica

[] Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Pordenone.

Pordenone appartiene alla zona climatica E.

[] Storia

Questa voce è parte della serie
Bandiere dal Friûl.svg
Storia del Friuli
Categoria: Storia del Friuli

In epoca romana il nucleo urbano si situava nell'alto corso del fiume Noncello pressappoco nel luogo dove oggi sorge la frazione di Torre come dimostrato dal ritrovamento dei resti di una villa romana (chiamata così tradizionalmente ed erroneamente poiché dalle ultime indagini archeologiche pare fosse un sito di lavorazione e stoccaggio di prodotti agricoli e merci). Il luogo venne scelto probabilmente per la presenza più a nord di un ampio guado fluviale, raggiungibile facilmente a piedi dalla "villa", presso la quale probabilmente esisteva anche un piccolo porto fluviale.

Con l'inizio del periodo altomedioevale (dal VI secolo) le vie fluviali assunsero maggiore importanza e il nucleo della città si spostò, di conseguenza, verso valle, in una posizione che permettesse l'approdo di barche di stazza maggiore. La città si sviluppò quindi sulla sponda destra del fiume Noncello, presso una insenatura che approfittava di una "motta" (collinetta, terrapieno) circondata ad ovest dalla roggia Codafora e a nord-est da quella dei Molini. La sua vocazione portuale si evidenziava anche nel nome: Portus Naonis (in latino porto sul [fiume] Naone [Noncello])

Tutto il periodo che va dall'epoca romana fino a circa il X secolo è, comunque, poco documentato. Recenti ritrovamenti nell'area del duomo di San Marco, e in particolare nell'area antistante il municipio e sotto il Palazzo Ricchieri, mostrano che Pordenone era abitata, all'incirca sotto il regno di Berengario, da popolazioni provenienti dalla Carinzia che all'epoca era di cultura slava (Carantani).

Successivamente durante l'XI e il XII secolo, la curtis (corte) fu nelle mani dei duchi e marchesi di Austria, Carinzia e Stiria. Juan Carlos I di Spagna si fregia tutt'oggi del titolo di Signore di Pordenone, Duca di Carinzia e Stiria. Il castello di Torre con un piccolo territorio circostante era, invece, di proprietà dei patriarchi di Aquileia, che successivamente l'avrebbero concesso in feudo ai nobili di Prata e poi permutato con i Signori di Ragogna. Il villaggio di Vallenoncello apparteneva al vescovo di Salisburgo.

Tra il XIII e XIV secolo la frammentazione politica della zona si accentuò ulteriormente perché Corva (attuale frazione di Azzano Decimo) venne data ai di Prata che acquisiranno anche alcune parti di Fiume Veneto.

Nel 1282 Pordenone divenne patrimonio personale degli Casa d'Austria rappresentando de facto un'enclave dell'Arciducato d'Austria nel territorio del Patriarcato di Aquileia.

Il 23 agosto del 1318 un furioso incendio distrusse le case di legno della città. Nel 1347 fu inaugurato il campanile, edificato accanto al duomo di San Marco.

La città subì - come quasi tutte le città del tempo - anche molte pestilenze ed epidemie (nel 1444, 1485, 1527, 1556 e 1576), ma la peggiore avvenne nel 1630 quando morì quasi la metà della popolazione.

Nel XIV secolo l'insediamento di Pordenone si ingrandì notevolmente grazie ai fiorenti traffici commerciali fluviali e nel 1314 le venne conferito lo status di città.

Il 20 aprile 1508 il capitano Bartolomeo d'Alviano entrava in Pordenone, togliendola agli Asburgo per conto della Repubblica di Venezia. Venezia mantenne la città solo per un biennio poiché nel 1509 perse nuovamente Pordenone. Tuttavia nel 1514 lo stesso Bartolomeo d'Alviano la riconquistava definitivamente a Venezia. Venezia non governò direttamente la città, preferendo darla in feudo al condottiero Bartolomeo d'Alviano che la resse a signoria. Alla sua morte, avvenuta nel 1515, gli succedette la consorte Pantasilea Baglioni, e quindi il figlio Liviano fino al 1537.
In quell'anno Pordenone e i territori limitrofi passarono sotto il diretto controllo della Repubblica di Venezia e vi rimasero per più di due secoli e mezzo. La Serenissima mantenne gli statuti della città e ne riconobbe i privilegi già acquisiti durante la signoria degli Asburgo e provvide a riattivare l'economia pordenonese realizzando un nuovo porto e potenziando le attività manifatturiere.

Con la caduta di Venezia, Pordenone subì un primo ritorno all'Austria, seguito dalla parentesi napoleonica. Con la caduta di Bonaparte e il Congresso di Vienna, fu aggregata con il resto del Friuli e del Veneto al Regno Lombardo-Veneto. Con la realizzazione della strada Pontebbana e della linea ferroviaria (1855) decadde il ruolo del porto e del percorso fluviale, ma iniziò ad affermarsi con decisione l'industria. A partire dagli anni 1840 erano sorti numerosi cotonifici che affiancarono le già numerose cartiere e la fabbrica della Ceramica Galvani.

Dopo l'annessione al Regno d'Italia, avvenuta nel 1866, l'introduzione dell'energia elettrica nel 1888 consentì la modernizzazione degli impianti e un incremento nella produzione industriale.

Le distruzioni arrecate dalla Prima guerra mondiale e la crisi del 1929 trascinarono il settore cotoniero in un lento declino da cui non si sarebbe più ripreso. Dopo la Seconda guerra mondiale la Rex, ora facente parte della multinazionale svedese Electrolux, che sino ad allora era una piccola azienda di produzione di cucine economiche con alimentazione a legna o gas, divenne un colosso europeo nel campo degli elettrodomestici, arrivando a occupare molti degli abitanti della città.

Nel 1968 Pordenone diventò capoluogo di provincia. Sino ad allora il territorio della cosiddetta destra Tagliamento faceva parte della provincia di Udine. Dal 1974 è anche sede vescovile della diocesi di Concordia-Pordenone. Già dal 1919 a Pordenone era ubicato il seminario vescovile, con la scuola di teologia. Recentemente la città è divenuta sede di un consorzio universitario che ospita corsi universitari organizzati dall'Università di Udine e dall'Università di Trieste. Inoltre dal 2002 è attivo il polo tecnologico per promuovere la cultura dell'innovazione nelle imprese del territorio.

[] Monumenti e luoghi d'interesse

Corso Vittorio Emanuele II

[] Architetture

Palazzo comunale
Palazzo Ricchieri

[] Luoghi di culto

Il campanile del Duomo

[] Piazze

Piazza XX Settembre

[] Società

[] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[] Qualità della vita e riconoscimenti

[] Etnie e minoranze straniere

Di seguito viene riportato l'elenco dei dieci gruppi più consistenti della popolazione straniera residente[5]:

Pos. Cittadinanza Popolazione
1 Bandiera del Ghana Ghana 1742
2 Bandiera della Romania Romania 1595
3 Bandiera dell'Albania Albania 1258
3 Bandiera del Bangladesh Bangladesh 411
5 Bandiera del Marocco Marocco 278
6 Bandiera dell'Ucraina Ucraina 271
7 Bandiera della Moldavia Moldavia 223
8 Bandiera del Pakistan Pakistan 135
9 Bandiera della Tunisia Tunisia 132
10 Bandiera dello Zaire Zaire 116

[] Lingue e dialetti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Lingua friulana, Lingua veneta e Dialetto pordenonese.

Oltre alla lingua italiana, a Pordenone vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[6], con la quale la Regione Friuli Venezia Giulia stabilì le denominazioni ufficiali in friulano standard e in friulano locale dei comuni in cui effettivamente si parla il friulano. In città è parlato il friulano occidentale, una variante del friulano, che convive con il dialetto pordenonese, un dialetto appartenente alla lingua veneta, così come i dialetti parlati nei comuni non friulanofoni dell'area sud-occidentale della provincia.

[] Cultura

[] Media

Elenco dei media di diffusione locale fruibili a Pordenone:

Quotidiani Periodici TV Radio Internet

Edizioni di Pordenone:

Redazioni di Pordenone:

Pordenone avrebbe dovuto essere la prima città in Italia a offrire un collegamento a Internet gratuito utilizzando la tecnologia wireless tramite hotspot, che si prevedeva dovesse essere destinato ai residenti ed esteso all'intero territorio comunale.[7][8] Il 7 aprile 2008 è stata attivata la rete sperimentale che copriva le aree di corso Vittorio Emanuele e piazza Cavour. L'infrastruttura di rete comunale era una Wireless Local Area Network di tipo HIPERLAN. L'accesso avveniva tramite scheda wireless dotata di lettore di smart card e richiedeva il possesso della Carta regionale dei servizi della regione Friuli-Venezia Giulia.[9] Era prevista la copertura di tutto il territorio comunale entro la fine del 2009, ma da gennaio 2009 il progetto è stato interrotto per mancanza di fondi.

[] Personalità legate a Pordenone

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Personalità legate al Friuli e Nativi del Friuli-Venezia Giulia.

Questa è una lista di personalità legate a Pordenone: che vi sono nate, morte, ci hanno vissuto, lavorato, ecc.

[] Eventi

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Le giornate del cinema muto - Pordenone Silent Film Festival.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce pordenonelegge.it.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Pordenone Pensa.

[] Geografia antropica

[] Circoscrizioni e quartieri

La città è suddivisa in quattro circoscrizioni comunali: Rorai-Cappuccini, Centro, Torre, Sud (comprendente i quartieri di Borgomeduna, Villanova, Vallenoncello e San Gregorio).

La città ha inglobato come quartieri, dal secondo dopoguerra fino agli anni settanta, alcuni borghi limitrofi (attualmente contigui nel tessuto urbano) come Torre (l'insediamento più antico nel territorio comunale risalente all'epoca romana), Rorai Grande, Vallenoncello e Villanova di Pordenone (quest'ultimi tutti di epoca medioevale). È di epoca più recente (XIX secolo) la località di Borgomeduna, un insediamento agricolo privo, fino agli anni 1970, di chiesa parrocchiale (Borgocampagna). A nord si trova il quartiere della Comina, sede di un'importante aerocampo.

Precedentemente all'inclusione, dopo l'annessione allo stato unitario italiano (1866), questi nuclei abitativi costituivano frazioni e località (Torre, Borgomeduna, Rorai Grande, Villanova) del comune di Pordenone o comuni autonomi (Vallenoncello[11]).

[] Amministrazione

Sindaco: Claudio Pedrotti (centrosinistra) dal 30/05/2011 (1º mandato)

[] Amministrazioni precedenti

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
1993 1997 Alfredo Pasini Lega Nord Sindaco
1997 2001 Alfredo Pasini Lega Nord Sindaco
2001 2006 Sergio Bolzonello centrosinistra Sindaco
2006 2011 Sergio Bolzonello centrosinistra Sindaco
2011 in carica Claudio Pedrotti centrosinistra Sindaco



[] Gemellaggi

[] Galleria fotografica

[] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, pp. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana
  4. ^ Dossier comuni ricicloni 2011
  5. ^ Sono stati omesse alcune minoranze meno consistenti: per l'elenco completo consultare Dati Istat al 31 dicembre 2009. URL consultato il 7 marzo 2011.
  6. ^ lista ufficiale Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana. Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  7. ^ Pordenone prima città gratuita in Italia dal 2008, ITNews, 24 settembre 2007
  8. ^ Pordenone, dal 2008 sarà wireless, Punto Informatico, 25 settembre 2007.
  9. ^ Wireless Naonis, portale del progetto nel sito del comune. Contiene le informazioni sulla rete e lo stato di avanzamento.
  10. ^ www.exposicam.it vedi
  11. ^ Vallenoncello rimane comune autonomo fino al 1926 secondo i tabulati delle elezioni amministrative riportate in appendice a: Pier Paolo Pillot, Livio Camisa, Il primo dopoguerra nel Friuli Occidentale (1919-1923) Edizioni Concordia Sette, Pordenone 1997, pp 296-297.

[] Bibliografia

[] Altri progetti

[] Collegamenti esterni

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