Tratto da Wikipedia
Gli eremiti camaldolesi di Monte Corona (in latino Congregatio eremitarum camaldulensium Montis Coronae) sono un istituto religioso maschile di diritto pontificio: i monaci di quest'ordine, detti coronesi, pospongono al loro nome la sigla E.C.M.C.[1]
Indice |
Cenni storici []
L'istituto nacque all'interno della congregazione camaldolese dell'ordine benedettino: nel 1520 il monaco di Camaldoli Paolo Giustiniani, desiderando condurre una vita più solitaria e più austera, si ritirò nell'eremo di monte Corona (presso Perugia); papa Leone X concesse a Giustiniani di fondare altri eremi e nel 1524 papa Clemente VII riconobbe formalmente la Compagnia degli eremiti di San Romualdo, resa pienamente autonomia dalla congregazione camaldolese il 7 maggio 1529.[2]
Attualmente l'eremo di monte Corona, ovvero il monastero dell'Assunta Incoronata, ospita una comunità della Famiglia monastica di Betlemme, dell'Assunzione della Vergine Maria e di San Bruno.[3]
Attività e diffusione []
Gli eremiti coronesi si dedicano alla preghiera contemplativa.[1]
Sono presenti in Italia (nell'eremo della Santissima Annunziata di Monte Rua, nell'eremo Tuscolano, nell'eremo di San Girolamo a Pascelupo): il moderatore supremo, che porta il titolo di "padre maggiore", risiede presso l'eremo Tuscolano di monte Porzio Catone, presso Frascati.[1]
Al 31 dicembre 2008 l'istituto contava 55 religiosi (27 dei quali sacerdoti) in 8 case.[1]
Note []
- ^ a b c d Ann. Pont. 2010, p. 1429.
- ^ DIP, vol. III (1976), coll. 1190-1192, voce a cura di G. Caccianari e W. Leipold.
- ^ Ann. pont. 2010, p. 1703.
Bibliografia []
- Annuario pontificio per l'anno 2010, Libreria editrice vaticana, Città del Vaticano 2010. ISBN 978-88-209-8355-0.
- Guerrino Pelliccia e Giancarlo Rocca (curr.), Dizionario degli istituti di perfezione (DIP), 10 voll., Edizioni paoline, Milano 1974-2003.
Collegamenti esterni []
|
|

