Tratto da Wikipedia
| Avellino comune |
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Corso Vittorio Emanuele |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Giuseppe Galasso (centrosinistra) dal 22/06/2009 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 40°54'55?N 14°47'23?E? / ?40.91528°N 14.78972°ECoordinate: 40°54'55?N 14°47'23?E? / ?40.91528°N 14.78972°E | ||||
| Altitudine | 348 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 30,41 km² | ||||
| Abitanti | 56,242[1] (01-05-2011) | ||||
| Densità | 1,85 ab./km² | ||||
| Frazioni | Bellizzi Irpino, Pianodardine, Picarelli, Valle-Ponticelli. | ||||
| Comuni confinanti | Aiello del Sabato, Atripalda, Capriglia Irpina, Cesinali, Contrada, Grottolella, Mercogliano, Monteforte Irpino, Montefredane, Ospedaletto d'Alpinolo, Summonte | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 83100 | ||||
| Prefisso | 0825 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 064008 | ||||
| Cod. catastale | A509 | ||||
| Targa | AV | ||||
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) | ||||
| Cl. climatica | zona D, 1 742 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | avellinesi | ||||
| Patrono | san Modestino | ||||
| Giorno festivo | 14 febbraio | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune nell'omonima provincia |
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| Sito istituzionale | |||||
| « Avellino è quasi casa mia, colà mi sento come in famiglia, e non ci vogliono cerimonie » | |
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(Francesco De Sanctis, Un viaggio elettorale[3])
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Avellino (IPA: [avel'li:no][4]) è un comune italiano di 56.242 abitanti[5], capoluogo della provincia omonima in Campania.
[] Geografia fisica
[] Territorio
La città è situata nel cuore di una grande conca dell'Appennino Campano dominata dai massicci montuosi dei Picentini e del Partenio ed è circondata a sud-ovest dal monte Faliesi e a nord-est dal Montevergine, il più importante e famoso monte del Partenio, meta di pellegrinaggio per venerare la Madonna di Montevergine nel Santuario benedettino del XII secolo, posto sul monte a 1272 m.
La città è attraversata da alcuni corsi d'acqua: il Rigatore, il San Francesco ed il Fenestrelle, affluenti del fiume Sabato, oggi molto impoveriti ed in parte interrati[6].
I dintorni del centro urbano sono rigogliosi di vegetazione: prevale la coltura della nocciola, le pregiate "nocciole avellane".
[] Clima
| Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Avellino. |
Caratterizzato dal clima più rigido e piovoso della regione, l'avellinese è un territorio costituito sostanzialmente da colline e montagne boscose. La piovosità è la sua caratteristica predominante viste le abbondanti medie annue che superano quasi ovunque i 1200 mm[7]. Solo nella zona confinante con la Puglia si registrano valori medi molto più bassi di circa 500 mm. Anche dal punto di vista termico la provincia risulta essere una delle più fredde in inverno e più fresche d'estate grazie anche ai numerosi ettari di bosco che ricoprono i monti che ne sfavoriscono il surriscaldamento. Boschi di faggio e di castagno sono predominanti su altre forme vegetali arboree. Precipitazioni nevose spesso cadono a quote superiori ai 1000 m su tutti i monti della provincia. Frequenti anche i temporali estivi durante le ore più calde della giornata. Nebbie nelle conche sono molto frequenti praticamente in tutte le stagioni, soprattutto in estate.
| Mese | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Temperatura media (°C) | 6,3 | 6,9 | 8,8 | 12,1 | 15,9 | 19,9 | 22,7 | 21,6 | 19,7 | 14,9 | 10,7 | 8,0 | 15,5 |
| Precipitazioni (mm) | 172 | 121 | 114 | 104 | 68 | 49 | 24 | 12 | 76 | 186 | 208 | 220 | 1354 |
- Classificazione climatica:[8] zona D, 1742 GG
[] Storia
[] Abellinum romana
Il nucleo originario della città, Abellinum, si formò in prossimità dell'odierna Atripalda a circa 4 km dal centro di Avellino. Fu conquistata dai Romani nel 293 a.C., che la sottrassero al dominio dei Sanniti nella sanguinosa battaglia di Aquilonia, durante le Guerre sannitiche che si verificarono tra il 343 a.C. e il 292 a.C. Sotto il dominio di Roma la città cambiò più volte denominazione (nell'ordine: Veneria, Livia, Augusta, Alexandriana e Abellinatium).
La posizione geografica ha agevolato la nascita dei primi insediamenti: sin dall'antichità la valle del Sabato ha costituito una via naturale tra l'Irpinia e il Sannio.
Nell'89 a.C. Silla occupò Pompei, Ercolano, Stabia, Eclano, Abella e Abellinum. Abellinum non costituiva ancora un vero e proprio centro urbano. Furono le truppe di Silla ad avviare l'edificazione di una vera città. Il Cardo e il Decumano, tipici elementi urbanistici romani, la suddividevano in quattro quadrati, ognuno dei quali conduceva alle quattro porte esterne.
[] La città medievale
Dopo che i Longobardi determinarono la fuga di parte (tesi minoritaria) o di tutti (tesi prevalente) gli abitanti di Abellinum, questi si dispersero sul territorio circostante. Parte di essi cominciò ad aggregarsi sulla collina Selleczanum, oggi nota come Terra, originando la nuova città di Avellino su uno sperone di tufo. Per secoli "intra civitatem" ed "intra moenia" coincisero, visto che la città di Avellino, all'epoca un piccolo borgo, era ricompresa entro il ristretto spazio in cima alla collina tufacea. Ciò perché invasioni, terremoti e pestilenze frenarono notevolmente la crescita demografica.[9] L'arrivo dei Normanni pose Avellino al centro di importanti avvenimenti: nel 1137 Innocenzo II e Lotario III nominarono Duca di Puglia Rainulfo di Alife, il conte di Avellino, per il contributo dato per fermare i primi tentativi di conquista del neoeletto (1130) Re di Sicilia Ruggero II. Due anni dopo, però, in seguito all'improvvisa morte di Rainulfo, con la città rimasta senza l'appoggio di Papa e Imperatore, Ruggero II riunificò il Regno di Sicilia, annettendovi il Ducato di Puglia e il Principato di Capua. Nei decenni successivi, la città passò al conte Riccardo dell'Aquila, dunque ai Paris, ai Sanseverino, a Simone di Montfort, ai del Balzo, ai Filangieri de Candida, fino a diventare feudo dei Caracciolo, negli anni dal 1581 al 1806.
[] Feudo dei Caracciolo
Durante la signoria dei Caracciolo la città conosce una lunga stagione di crescita demografica, di espansione urbanistica e di progresso economico. In questo periodo, si afferma la produzione della lana: i pregiati panni di Avellino dal tipico colore azzurro carico. Il commercio troverà una sede monumentale nella Dogana dei grani. Durante il primo secolo della loro Signoria, i Caracciolo ampliarono il Castello fino a farne diventare un punto di riferimento per poeti e viaggiatori. La peste del 1656 costituirà nulla più che una battuta d'arresto. Nel '700, infatti, la città comincia ad assumere l'odierna conformazione urbana: i principi Caracciolo abbandonano il Castello, si trasferiscono in una nuova residenza, il Palazzo Caracciolo, attuale sede dell'amministrazione provinciale, e avviano i lavori per la creazione del corso principale della città.
[] La città ottocentesca
Nel 1806 la città di Avellino è nominata capoluogo di provincia del Principato Ultra al posto della vicina Montefusco. Avellino fu sede dei moti del 1820-1821. La diffusione, nel marzo 1820, anche nel Regno di Napoli, della conquista in Spagna del regime costituzionale contribuì notevolmente ad esaltare gli ambienti carbonari e massonici. A Napoli, la cospirazione (la quale non si pose mai l'intento di rovesciare il re, ma solo di chiedere la costituzione) prese subito vigore e coinvolse anche alcuni ufficiali superiori, come i fratelli Florestano e Guglielmo Pepe, Michele Morelli, capo della sezione della carboneria di Nola cui si affiancarono Giuseppe Silvati, sottotenente, e Luigi Minichini, prete nolano dalle idee anarcoidi. La notte tra il 1 e il 2 luglio 1820, la notte di San Teobaldo, patrono dei carbonari, Morelli e Silvati diedero il via alla cospirazione disertando con circa 130 uomini e 20 ufficiali. Il giovane ufficiale Michele Morelli, sostenuto dalle proprie truppe, procedeva verso Avellino dove lo attendeva il generale Guglielmo Pepe. Il 2 luglio, a Monteforte, fu accolto trionfalmente. Il giorno seguente, Morelli, Silvati e Minichini fecero il loro ingresso ad Avellino. Accolti dalle autorità cittadine, rassicurate del fatto che la loro azione non aveva intenzione di rovesciare la monarchia, proclamarono la costituzione sul modello spagnolo. Dopodiché gli insorti passarono i poteri nelle mani del colonnello De Concilij, capo di stato maggiore del generale Pepe. Questo gesto di sottomissione alla gerarchia militare, provocò il disappunto di Minichini che tornò a Nola per incitare una rivolta popolare. Mentre la rivolta si espandeva a Napoli, dove il generale Guglielmo Pepe aveva raccolto molte unità militari, il 6 luglio, il re Ferdinando I si vide costretto a concedere la costituzione. Dopo pochi mesi, le potenze della Santa Alleanza, riunite in congresso a Lubiana, decisero l'intervento armato contro i rivoluzionari che nel Regno delle Due Sicilie avevano proclamato la costituzione. Si cercò di resistere, ma il 7 marzo 1821 i costituzionalisti di Napoli comandati da Guglielmo Pepe, sebbene forti di 40.000 uomini, furono sconfitti a Rieti dalle truppe austriache. Il 24 marzo gli austriaci entrarono a Napoli senza incontrare resistenza e chiusero il neonato parlamento. Dopo l'Unificazione della Penisola tagliò fuori la città dalle principali vie di comunicazione, impedendone lo sviluppo.
[] I bombardamenti del 1943
Il 14 settembre 1943 intorno alle 11:10 del mattino la città fu pesantemente bombardata dagli Alleati nel tentativo di bloccare la ritirata delle truppe naziste nei pressi dello strategico ponte della Ferriera. Durante l'attacco anglo-americano persero la vita più di 3.000 persone, circa un cittadino avellinese su otto, e furono duramente colpite piazza del Mercato, il palazzo vescovile e alcuni edifici religiosi e abitativi.[10]
[] Il terremoto del 1980
| Per approfondire, vedi la voce Terremoto dell'Irpinia. |
Il 23 novembre del 1980, Avellino, ed in particolare molti comuni interni alla provincia, furono colpiti dal Terremoto dell'Irpinia.
[] Simboli
Il Comune ha un proprio stemma ed un proprio gonfalone così come descritti nei decreti di riconoscimento, in data 23 dicembre 1938:
| « Campo di cielo all'agnello pasquale con banderuola, adagiato sul libro legato di rosso, ritagliato d'azzurro, poggiato su una terrazza al naturale. Ornamenti esteriori da città » |
Ed in data 1º dicembre 1938, trascritto nel Libro araldico degli Enti morali al vol.II, pag.625:
| « Drappo di colore bianco riccamente ornato di ricami d'oro caricato dello stemma civico con l'iscrizione centrale in oro: "Città di Avellino". Le parti di metallo ed i nastri saranno dorati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto azzurro con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della città e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'oro. » |
[] Onorificenze
| Medaglia d'oro al valor civile | |
| «Con animo fierissimo, sopportò senza mai piegare, numerosi bombardamenti aerei che causavano la perdita della maggior parte del suo patrimonio edilizio e la morte di 3.000 cittadini. Tutta la popolazione si prodigò con generosità e amore encomiabili per cura dei feriti, degli orfani, dei senza tetto. Settembre 1943.[11]» — 8 luglio 1959 |
| Medaglia d'oro al merito civile | |
| «In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del proprio tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, economico e produttivo. Mirabile esempio di valore civico ed altissimo senso di abnegazione. Sisma 23 novembre 1980.[12]» — 9 novembre 2005 |
[] Monumenti e luoghi d'interesse
[] Architetture religiose
[] Duomo di Avellino
| Per approfondire, vedi la voce Cattedrale di Avellino. |
L'attuale Duomo o cattedrale della diocesi di Avellino sorge approssimativamente dove insisteva l'antichissima Chiesa di Santa Maria Assunta. In particolare, i blocchi in pietra alla base del campanile è quanto resta dell'originaria costruzione di epoca longobarda/normanna. L'originaria struttura dovette sorgere a partire dal 969, quando si ebbe il ripristino della Cattedra vescovile di Avellino, per frenare il proselitismo bizantino, grazie ad una nutrita presenza di bizantini ("Greci"), residuo dei vecchi dominatori sconfitti dai Longobardi. Tali Bizantini possedevano ben tre chiese documentate, prime fra tutte la Chiesa di San Nicola dei Greci.[9] La ricostruzione avvenne successivamente, tra il 1132 ed il 1166 in stile romanico, la chiesa ha subito nel corso della storia influenze architettoniche barocche (1700) e neoclassiche. La svolta neoclassica fu compiuta tra il 1857 e il 1868 dall’architetto Pasquale Cardola su commissione del vescovo Francesco Gallo; la trasformazione dell’interno, invece, fu opera dell’architetto Vincenzo Varriale che vi lavorò dal 1880 al 1889. Conserva la Cripta Romanica. Al suo interno si venerano le reliquie di San Modestino vescovo e martire, patrono della città e della diocesi di Avellino.
[] Chiesa e convento di Santa Maria delle Grazie
| Per approfondire, vedi la voce Santuario della Madonna delle Grazie (Avellino). |
In cima alla collina dei Cappuccini si trova la Chiesa-Santuario di S. Maria delle Grazie, affiancata dal Convento dei Cappuccini in un corpo unico, entrambi del 1580. All'interno si venera la Madonna delle Grazie, in un trittico con tela di un anonimo del '500. Nel corso del XIX secolo, il convento divenne un ospizio per anziani, ed a causa degli eventi bellici che portarono al bombardamento di Avellino nel settembre 1943, la struttura fu utilizzata come ospedale d'emergenza. Alla Madonna delle Grazie è dedicata una festa molto seguita dai fedeli che si tiene il 1º e il 2 luglio, con celebrazioni religiose, cantanti e fuochi d'artificio.
[] Chiesa del Santissimo Rosario
[] Architetture civili
[] Carcere Borbonico
Si inserisce negli interventi voluti dai Borbone e volti a dare ad Avellino un nuovo volto urbanistico. Realizzato a partire dal 1819 su primo progetto di Luigi Oberty, a rendere più sicuro il carcere, nel 1839, si scavò il grande fossato e l'ingegnere Marino Massari gettò il ponte levatoio che collega il carcere con l'esterno, oltre il muro di cinta. È oggi sede della Soprintendenza BAP di Avellino e, dal 17 marzo 2011, sede del nuovo Museo Irpino del Risorgimento.
[] Palazzo Caracciolo
Si attesta su Piazza Libertà. Venne costruito a metà del Settecento dai principi Caracciolo. Nella prima metà dell'Ottocento l'edificio divenne proprietà di Domenico Antonio Balestrieri. Più volte restaurato e modificato, i prospetti di gusto neo-rinascimentale sono frutto di un intervento di fine Ottocento voluto da Nicola Balestrieri. La facciata è caratterizzata da balconi e cornici realizzate in stucco.
[] Casino del Principe
Il Casino del Principe è il luogo di residenza nobiliare costruito intorno al 1591 in stile rinascimentale grazie alla committenza di Camillo Caracciolo. In seguito al restauro è stato adibito a pinacoteca per ospitare mostre di opere d'arte. Tra le mostre presentate vi sono quelle dedicate a Caravaggio, Leonardo Da Vinci, Andrea Pazienza e Picasso.[13]
[] Fontana di Bellerofonte
| Per approfondire, vedi la voce Fontana di Bellerofonte. |
La Fontana di Bellerofonte (secolo XVII) è un'opera dello scultore bergamasco Cosimo Fanzago, sita nel centro storico nella parte alta di corso Umberto I, già via di Costantinopoli.
[] Palazzo de Concilii
Palazzo de Concilii, opera dell'architetto Maria Luigi de Conciliis nel corso del 1700, ha accolto il giovane Victor Hugo in occasione del ricongiungimento col padre (il colonnello Joseph Léopold Sigisbert Hugo) ad Avellino, ivi trasferitosi in seguito alla nomina a Governatore militare della provincia, in sostituzione del Digonet, avvenuta agli inizi del 1808[14].
[] Architetture militari
[] Castello
Di fronte al teatro Gesualdo, sorge il castello della città, centro della dominazione longobarda nel IV secolo.
[] Altro
[] Corso Vittorio Emanuele II
La strada ha subìto, tra il 2007 e l'inizio del 2009, ingenti lavori di riqualificazione con una nuova pavimentazione in pietra lavica e la totale pedonalizzazione che ha, tuttavia, comportato il sacrificio di rilevanti superfici prima destinate a parcheggio.
[] Villa Comunale
Nel 2006, non lontano dalla Villa Comunale, l'amministrazione ha inaugurato un altro giardino pubblico. Questo spazio verde, di minori dimensioni rispetto alla Villa, occupa aree attigue all'edificio dell'ex Distretto Militare, ed è accessibile da Via Cristoforo Colombo, all'altezza dell'intersezione con Via Lorenzo de Concilii.
[] Aree naturali
[] Parco urbano di Santo Spirito
Inaugurato il 23 luglio 2010, il Parco di Santo Spirito è il polmone verde di Avellino. Con i suoi 120.000 m², infatti, costeggia e copre buona parte del percorso del torrente Fenestrelle, andando così a rivalutare una zona di Avellino ancora sottoutilizzata. Il parco comprende vaste aree verdi, piste ciclabili, un anfiteatro all'aperto, uno spazio giochi per bambini, una pista da jogging, campi da tennis, calcetto, rugby, pallavolo, pallacanestro e bocce, ed un edificio adibito ai servizi.[15] Inoltre ci sono punti di ristoro per la degustazione di prodotti dell'enogastronomia irpina e un maneggio con un itinerario a cavallo che si ricongiunge a quelli già tracciati sul Terminio e nel resto della regione.[16]
[] Società
[] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[] Etnie e minoranze straniere
Al 1º gennaio 2010 nel capoluogo irpino risultano residenti 1.249 cittadini stranieri. Le comunità più rappresentate sono quelle di:
fonte Istat
[] Lingue e dialetti
| Per approfondire, vedi la voce Dialetto irpino. |
[] Tradizioni e folclore
[] Carnevale
Il carnevale in Irpinia ha una tradizione antichissima. Il periodo, storicamente, prende il via il 17 gennaio, giorno in cui il calendario romano ricorda la figura di Sant’Antonio Abate.
Musiche, balli, maschere assumono, in ogni zona della provincia di Avellino, caratteristiche uniche che rendono il periodo del Carnevale particolarmente attraente ed interessante.
Le rappresentazioni del Carnevale in Irpinia hanno una loro connotazione strettamente legata al territorio, momenti di folklore che richiamano antichi riti della civiltà contadina, usi e costumi che, nel tempo, si sono tramandati di generazione in generazione.
Il clou della festa si svolge, normalmente, nel mese di febbraio allorquando, seguendo la tradizione, in quasi tutti i paesi si svolgono manifestazioni ad hoc, con l’intera popolazione che partecipa sia alla preparazione che allo svolgimento delle rappresentazioni.
[] Zeza
La Zeza è una scenetta carnevalesca, cantata al suono del trombone e della grancassa. Vide probabilmente la luce nella seconda metà del Seicento. Da Napoli si diffuse presto nelle campagne adiacenti, con caratteri sempre più diversificati nelle altre regioni del Regno. Almeno fino alla metà dell'Ottocento la Zeza veniva rappresentata nei cortili dei palazzi, nelle strade, nelle osterie e nelle piazze. Le parti femminili erano interpretate da soli uomini perché le donne non potevano essere esposte alla pubblica rappresentazione (tradizione che si conserva ancora oggi). La sua sparizione dalle piazze e dalle strade di Napoli, dove aveva preso vita, era stata determinata dai divieti ufficiali emanati nella seconda metà dell'Ottocento, infatti essa era stata proibita dalla polizia “per le mordaci allusioni e per i detti troppo licenziosi ed osceni”. A causa di questi divieti, la canzone di Zeza si spostò più nell'entroterra, dove è sopravvissuta fino ad oggi. Questo spettacolo è ancora più o meno vivo in alcune province irpine, grazie all'impegno di tante persone, che ogni anno fanno rivivere questa tradizione. Oggi la Zeza può essere considerata un pezzo di teatro popolare prettamente campano. Famose sono quelle rappresentate dalla frazione di Bellizzi Irpino[17] e dai comuni di Cervinara, Capriglia Irpina, Mercogliano, Monteforte Irpino e Solofra.
[] Venerdì Santo
Il Venerdì Santo si svolge la processione del simulacro dell'Addolorata e del Cristo morto per le principali strade cittadine, con sosta all'ospedale San Giuseppe Moscati. La processione parte dalla cattedrale dopo l'adorazione della Croce, presieduta dal vescovo.
[] La processione di Santa Rita da Cascia
Il 22 maggio la statua della santa viene portata in processione dalla chiesa di San Francesco Saverio, detta anche di Santa Rita (che si trova nel centro storico della città, nei pressi del Duomo). La statua della santa viene condotta nel piazzale dell'ospedale "San Giuseppe Moscati", dove i malati, affacciatisi alle finestre, lanciano coriandoli e fiori, mentre assistono al volo delle colombe. Molte delle donne che seguono la processione attraversano le strade di Avellino completamente scalze.[18]
[] Ferragosto
Dopo il 26 luglio, giorno in cui viene issato il Pannetto dell'Assunta, compatrona della città, vi sono un susseguirsi di manifestazioni teatrali e feste di piazza, con la partecipazione di artisti famosi ed internazionali di musica leggera, che trova il culmine nei giorni che vanno dal 13 al 18 agosto. Il giorno 14, vigilia della solennità dell'Assunta, avviene l'omaggio floreale della città, nella persona del sindaco, alla Madonna. Il giorno 15, dopo la celebrazione di alcune messe ed il solenne pontificale presieduto dal vescovo, nel tardo pomeriggio avviene la tradizionale processione dell'Assunta, con al seguito le massime autorità civili e religiose della città. La processione parte dal Duomo e sfila per le vie principali, sostando dinanzi all'ospedale San Giuseppe Moscati, dove avviene l'omaggio dei pazienti e del personale ospedaliero, con lancio di fiori e di colombe. Verso la mezzanotte, nel piazzale antistante lo Stadio Partenio avviene lo spettacolo dei fuochi pirotecnici. Le manifestazioni del ferragosto si chiudono alla fine del mese. Durante questo periodo si tiene anche la tradizionale Fiera delle bancarelle.
[] Istituzioni, enti e associazioni
[] Qualità della vita
| Anno | Qualità della Vita[19] (Il Sole 24 Ore) | Qualità della Vita (Italia Oggi) | Rapporto Ecosistema Urbano (Legambiente) |
|---|---|---|---|
| 2005 | 85º (+ 4)[20] | 86º (- 25) | 42º (+ 4) |
| 2006 | 77º (+ 8)[21] | 69º (+ 17) | 42º ( - ) |
| 2007 | 87º (- 10)[22] | 74º (- 5) | 34º (+ 8) |
| 2008 | 83º (+ 4)[23] | 96º (- 22) | 45º (- 11) |
| 2009 | 93º (- 10)[24] | 78º (+ 18) | 82º (- 37) |
| 2010 | 91º (+ 2)[25] | 83º (- 5)[26] | 29º (+ 51)[27] |
| 2011 | 92º (- 1)[28] | 86º (-3)[29] | 15º (città piccole)[30] |
[] Cultura
[] Istruzione
Punto di riferimento per l'intera provincia, Avellino è sede di molti veri e propri "campus scolastici".
[] Biblioteche
| Biblioteche |
|---|
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[] Ricerca
Ad Avellino ha anche sede una sezione del Consiglio Nazionale delle Ricerche, specificamente l'Istituto di Scienze dell'Alimentazione (ISA). Presso l'istituto si svolgono attività di ricerca, di valorizzazione, trasferimento tecnologico e di formazione nei seguenti settori scientifici, relativamente alle seguenti tematiche:
- Studi sulla composizione e le qualità nutrizionali degli alimenti
- Valutazione degli effetti dell'alimentazione sulla salute umana
- Caratterizzazione e valorizzazione di alimenti tipici nella dieta mediterranea
- Genomica, proteomica, e bioinformatica delle scienze dell'alimentazione
L'attività di ricerca dell'ISA è multidisciplinare e corrisponde all'organizzazione interna in tre macrolinee scientifiche a sua volta divise in unità di ricerca.
[] Scuole
[] Conservatorio Domenico Cimarosa
Il conservatorio "Domenico Cimarosa" di Avellino, fondato nel 1972, risulta essere il più grande conservatorio di musica in Campania. Le oltre cinquanta aule insonorizzate, e la struttura in generale, rendono l'edificio un vero e proprio campus universitario, fornito di alcune sale strumenti, una biblioteca (con un patrimonio librario che ammonta a circa 10.000 unità, costituita da enciclopedie, antologie, collane, opera omnia, copie anastatiche, partiture, spartiti, libretti d'opera, metodi e studi, periodici e riviste), dei laboratori multimediali e un auditorium di 400 posti, che si può definire una vera e propria arena teatrale idonea per ospitare grandi allestimenti operistici. Un'intera area del complesso è dedicata agli uffici; al suo interno vi è una palestra attrezzata, parcheggi privati, infrastrutture e spazi rivolti agli allievi della scuola. Grazie agli ingenti finanziamenti stanziati dal 2004 dal Ministero dell'Istruzione, il conservatorio ha potuto decisamente migliorare la sua dotazione strumentale e bibliografica, da mettere al servizio degli oltre mille studenti che lo frequentano. La struttura attuale in cui è ubicato l'istituto è stata realizzata ex novo, dopo gli eventi sismici del 1980, dal governo degli Stati Uniti d'America e successivamente donata alla città nel 1986. Dall'ottobre del 2009 il Conservatorio ha aperto una sezione distaccata a Caserta con due corsi di flauto e pianoforte per 40 allievi.
[] Istituto agrario "F. De Sanctis"
L'Istituto Tecnico Agrario "Francesco De Sanctis", nato oltre un secolo fa per promuovere la produzione e la diffusione del prodotto vinicolo avellinese, è la più antica scuola di viticoltura ed enologia d'Italia. Dal 27 ottobre 1879, data in cui venne fondato dal ministro De Sanctis, l'Istituto analizza la vita economica dell'Irpinia, cercando di orientare la sua offerta didattica e la sua opera di ricerca verso le esigenze del territorio, contribuendone allo sviluppo. Nonostante la lunga tradizione storica, la Scuola Enologica è sempre stata attenta all'andamento del mercato e alle innovazioni tecnologiche; per tale ragione ha inserito nei suoi programmi didattici i moderni problemi relativi all'ambiente, alla trasformazione agroalimentare e delle biotecnologie, assicurando ai suoi diplomati la massima preparazione per entrare al meglio nel mondo del lavoro.
[] Università
Avellino è la terza città d'Italia, dopo Alba e Siena, ad ospitare il “Corso di Laurea in Vitivinicoltura ed Enologia”. Facente capo all'Università degli Studi di Napoli Federico II, il corso si svolge presso l'Istituto De Sanctis, antica sede universitaria avellinese. La facoltà rappresenta un vanto ed un'opportunità concreta per la città irpina, per mettere in pratica le competenze di una terra che produce alcuni tra i migliori vini d'Italia.
[] Istituto Superiore di Scienze Religiose "San Giuseppe Moscati"
Ente unversitario istituito dalla Diocesi di Avellino, che rilascia la laurea non specialistica in "Scienze religiose" e abilita all'insegnamento della religione cattolica nelle scuole di ogni ordine e grado.
[] Musei
[] Galleria nazionale dei Selachoidei
| Per approfondire, vedi la voce Galleria nazionale dei Selachoidei. |
La Galleria nazionale dei Selachoidei è un museo dedicato esclusivamente agli squali. Il museo espone attualmente ventisei famiglie di squali con un centinaio di specie, si tratta principalmente di mascelle di squalo e reperti anatomici vari (denti, pelli, uova, etc.), oltre a squali imbalsamati, la maggior parte. Molti squali esposti sono in diminuzione in natura, alcuni per cause naturali (poco fecondità, malattie genetiche etc.) altri a causa della distruzione degli ambieti naturali in cui vivono. L'esposizione è di facile comprensione con etichette a colori che riportano le foto degli animali in natura. La galleria ha anche una ricca biblioteca con libri in diverse lingue e una sezione dedicata ai video. Offre attività didattiche all'avanguardia sia per scuole che per gruppi. Per i disabili si realizzano particolari visite tattili.
[] Museo Archeologico Provinciale Irpino
Il Museo Archeologico Provinciale Irpino nasce dal Museo privato Zigarelli, sorto sul finire del XIX secolo, poi lasciato al Comune ed infine passato alla Provincia. Attualmente è collocato al primo piano del Palazzo Provinciale della Cultura in Corso Europa, in futurò andrà al Carcere Borbonico ove è stato allestito il lapidario, un tempo presente nei giardini del Palazzo Provinciale della Cultura.
[] Museo Zoologico degli Invertebrati "Carbone Lauretana"
Questo museo, situato in Corso Umberto I, è uno dei maggiori musei dedicati agli invertebrati in Italia, aperto nel luglio del 2002.
Verso la fine del 2009 ha subito un grave furto con la perdita di circa 500 pezzi (soprattutto Celenterati, Artropodi e Molluschi, un per un valore di circa 250.000 euro).
L'esposizione del museo è suddivisa in tre sezioni, che rappresentano le classi zoologiche degli animali a cui è dedicato: nella prima sezione si espone al pubblico la specie dei celenterati e dei poriferi; nella seconda: gli artropodi, i tentacolati, gli anellidi, gli echinodermi, gli aschelminiti, i rizopodi, i sipinculidi e i tunicati. La terza area del museo è completamente dedicata ai molluschi.
Il museo custodisce collezioni comparative di molluschi ascritti ai generi: Acavus, Allonautilus, Aporrhais, Argonauta, Harpa, Nautilus, di livello internazionale, con tutte le specie viventi ed attualmente descritte. Di rilievo la collezioni di Tentacolati è l'unica presente sul territorio campano.
Fra le specie ormai estinte si segnalano alcune chiocciole arboricole del Madagascar del genere Tropidophora, delle Isole Maurizie del genere Gibbus, dell'Isola di Madera del genere Geomitra, dell'isola di Kauali (Hawaii) del genere Camelia, dell'Isola di Raiatea (Polinesia Francese) del genere Partula. Oltre al gasteropode d'acqua dolce planorbide carinato del Nord America (Neoplanorbis carinatus) proveniente dall'Alabama (USA) ed all'igromiide di Picard (Trochoidea picardi) da Tel Aviv (Israele).
[] Altri musei
| Altri musei |
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[] Media
[] Radio, stampa e tv
| Quotidiani | TV | Radio | |
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[] Cinema e teatri
| CINEMA | TEATRI |
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Dal 1959 fino al 1988 Avellino è stata sede del Laceno d'Oro, Festival del Cinema Neorealista. Dal 2001 è stato istituito il premio cinematografico "Premio Camillo Marino - Laceno d'Oro" in ricordo di Camillo Marino, fondatore della manifestazione.
[] Teatro Carlo Gesualdo
| Teatro Carlo Gesualdo | |
|---|---|
| Dati tecnici | |
| Tipo | Sala circolare sviluppata su cinque livelli in verticale |
| Fossa | presente |
| Capienza | 1.189 posti |
| Ubicazione | |
| Paese | |
| Indirizzo | Piazza Castello - 83100 Avellino |
| Realizzazione | |
| Costruzione | 1992-2001 |
| Architetto | Carlo Aymonino, Gianmichele Aurigemma |
| [Sito ufficiale] | |
Progettato dagli architetti Carlo Aymonino e Gianmichele Aurigemma, è una struttura avveniristica, edificata in pieno centro storico di Avellino, può ospitare fino a 1200 spettatori, con un palcoscenico fra i più moderni e attrezzati d'Europa. L'intitolazione è ad un grande madrigalista del tardo Cinquecento, Carlo Gesualdo principe di Venosa (1566-1613), che visse in Irpinia del comune di Gesualdo, dove compose le sue più grandi opere. L'edificio sorge in quella che può essere considerata una piccola "cittadella della cultura" in quanto nei dintorni di piazza Castello, dove è situato il teatro, sorgono altre strutture di notevole importanza artistica e culturale come il Conservatorio "Domenico Cimarosa", la casa della Cultura di Victor Hugo e la Casina del Principe. I lavori per la costruzione del teatro sono cominciati nel 1992 e terminati nove anni dopo, quando all'inaugurazione prese parte l'allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.
[] Cucina
Tipici sono i "paccheri", maccheroni fatti a mano con ragù di carne e pomodoro. In generale poi fusilli, i cavatelli, le tagliatelle, i ravioli, le orecchiette. Conditi e preparati in simbiosi soprattutto con ortaggi e legumi, come voleva la tradizione povera e contadina. L'agnello (aino, in dialetto avellinese) fa parte delle carni, per lo più "bianche", che compongono la gran parte degli ingredienti dei secondi piatti. La cucina irpina tradizionale lo utilizza per piatti particolari e tipici. Condimento per eccellenza è l'olio di oliva, che dev'essere rigorosamente DOP ed extravergine d'oliva dei territori collinari dell'Irpinia, è il principale condimento della gastronomia della provincia di Avellino. Va impiegato e consumato crudo per insalate o per piatti "freddi", cotto in pentola con carni e ortaggi, fritto in tutte le altre occasioni. Pregiatissimo è anche il tartufo nero, un insuperabile aromatizzatore di primi e secondi piatti, tipico dell'Irpinia e, in particolare, di Bagnoli Irpino, dove la natura incontaminata favorisce il mantenimento dell'habitat di alcuni alberi, le cui radici costituiscono l'elemento del quale ha bisogno questo fungo per vivere, sottoterra, in simbiosi con la flora. Legato ai tartufi, anche i funghi spontanei e naturali, e pertanto più gustosi ed aromatici sono diffusi su tutto il territorio irpino grazie alla flora della sua natura incontaminata. Oltre che freschi, sono ottimi e trovano altrettanto impiego secchi, nei mesi con scarsa piovosità. Tipiche di Avellino sono le nocciole avellane e le castagne del prete, veri simboli di Avellino.
[] I vini
| Per approfondire, vedi la voce Fiano di Avellino. |
Il Fiano di Avellino è uno dei tre vini irpini che ha ottenuto il prestigioso marchio DOCG. Ottimo da abbinare con i frutti di mare, è raccomandato dai sommelier per accompagnare piatti a base di pesce, zuppe e molluschi. È di colore giallo-paglierino, ha odore intenso, e un gradevole sapore secco.
[] Personalità legate ad Avellino
- Luigi Amabile, storico
- Federico Amodeo, matematico
- Sonia Aquino, showgirl
- Scipione Bellabona, religioso
- Luciano Cafagna, storico
- Carmine Russo, arbitro di calcio
- Roberto Casalino, cantautore
- Federico Cassitto, economista
- Enrico Cocchia, letterato
- Milly D'Abbraccio, pornostar
- Oscar D'Agostino, chimico
- Ettore de Conciliis, pittore
- Fernando De Napoli, calciatore
- Francesco de Sanctis, critico letterario
- Alberta De Simone, politica
- Salverino De Vito, uomo politico
- Vitaliano Della Sala, presbitero
- Guido Dorso, meridionalista
- Enrico Fierro, giornalista
- Francesca Fusco, nuotatrice
- Augusto Guerriero, giornalista
- Victor Hugo, scrittore
- Arturo Iannaccone, uomo politico
- Vittorio Iannuzzo, motobiker
- Maurizio Lanzaro, calciatore
- Antonio Maccanico, uomo politico
- Nicola Mancino, uomo politico
- Antonio Manganelli, capo della Polizia di Stato
- Camillo Marino, critico cinematografico
- Pierpaolo Marino, dirigente sportivo
- Gigi Marzullo, conduttore TV
- Aldo Masullo, filosofo
- Antonello Matarazzo, video artista
- Carlo Muscetta, critico letterario
- Gaetano Masucci, calciatore
- Luca Napolitano, cantautore
- Carlo Palermo, magistrato
- Girolamo Panzetta, showman
- Francesco Pionati, uomo politico
- Gaio Ponzio, generale
- Costantino Preziosi, uomo politico
- Enrico Preziosi, imprenditore
- Giovanni Preziosi, uomo politico
- Marco Pugliese, imprenditore
- Gianfranco Rotondi, uomo politico
- Alfonso Rubilli, uomo politico
- Giuseppe Santaniello, giurista
- Ghemon Scienz, rapper
- Leonardo Surro, calciatore
- Francesco Tedesco, uomo politico
- Adolfo Tino, uomo politico e banchiere
- Giorgio Tino, manager pubblico
- Valentina Tirozzi, pallavolista
- Cesare Uva, pittore
- Vincenzo Volpe, pittore
[] Eventi
[] Palio della Botte
| Per approfondire, vedi la voce Palio della Botte. |
Ad agosto si svolge in città il Palio della Botte, una competizione di stampo medievale che si svolge tra le sette contrade (che coincidono con le sette circoscrizioni) della città di Avellino. La sfida consiste nel far rotolare con una spranga ricurva una botte di circa due quintali, spingendola in salita lungo tutto Corso Umberto I. La vittoria viene assegnata al rione che riesce a raggiungere nel minor tempo possibile la Fontana di Bellerofonte.
[] Geografia antropica
[] Urbanistica
Avellino vista da un osservatore esterno, soprattutto in un orario di punta, non sembrerà affatto essere una città di circa 56.000 abitanti dato che, annessi al capoluogo, inseriti in una continuità non solo territoriale ma anche e soprattutto urbanistica ed edilizia, sorgono Atripalda, Mercogliano e Monteforte Irpino, che superano i 10.000 abitanti. Allargare il discorso urbanistico non solo alla città in sé per sé, ma alla oramai definibile "area urbana", è diventato un obbligo. Di recente è stato approvato ed adottato il nuovo PUC (piano urbanistico comunale) in sostituzione del PRG (piano regolatore generale) creato dallo studio Gregotti-Cagnardi. Un piano urbanistico che darà nuova linfa e nuovi sbocchi ad un contesto urbano immobile e disorganizzato su cui gravavano ancora i postumi del post-sisma.
[] Frazioni
[] Altre località del territorio
Agglomerati di case che costituiscono piccole frazioni della città si trovano in Contrada Bagnoli ed in località Bosco dei Preti.
[] Economia
Il terremoto del 1980 ha rappresentato non solo per Avellino, ma per la sua intera provincia, il punto di svolta dell'apparato economico dapprima esistente in Irpinia. Dopo il sisma sono state realizzate molte infrastrutture, e sono state dirottate verso il capoluogo ingenti somme di denaro, che hanno favorito lo sviluppo di zone prima di allora molto indietro sotto il profilo innovativo ed economico. C'è da sottolineare che se questi innumerevoli fondi fossero stati sfruttati e gestiti meglio, avrebbero permesso ad Avellino ed alla sua provincia tutta di uscire definitivamente dal novero di contesti del Centro Sud sempre in perenne bilico. Nonostante ciò, il reddito pro capite cittadino (al 2008) è di 20.180 euro l'anno, per un reddito totale di 739.265.220 euro[31].
[] Agricoltura
Il settore agricolo ha trainato l'economia cittadina sino a metà degli anni settanta, quando il mancato ricambio generazionale ha causato una netta flessione del lavoro dei campi. Malgrado ciò, tabacco, uva e soprattutto nocciole (Avellino è rivestita dai più vasti noccioleti d'Italia[32]), grazie anche agli investimenti degli ultimi anni, impiegano una grande forza lavoro, in particolar modo nelle zone ai piedi del Partenio[32].
[] Industria
L'apparato industriale è un settore importante per l'intero sistema economico avellinese, con i nuclei industriali "est" ed "ovest" impiantati nella periferia est della città, a Pianodardine, Prata di Principato Ultra e Pratola Serra. Molte delle piccole e medie imprese fanno da indotto alle importanti realtà presenti nella zona, come la FMA (Fabbrica Motori Avellino) che produce i propulsori per FIAT, Opel, Lancia, Alfa Romeo e dove si crea il motore multijet. Altre realtà sono la Novolegno facente capo al gruppo Fantoni, la Denso, la Salvagnini, la Magneti Marelli, la Aurubis[33], industrie queste che occupano ognuna anche più di due migliaia di operai, provenienti non solo da Avellino ed il suo hinterland, ma anche da fuori provincia o da fuori regione.
[] Servizi
Altro traino dell'economia cittadina è senza dubbio il commercio. Anche i servizi o attività legate al terziario avanzato sono molto presenti. In città c'è la sede principale dell'IVPC, mentre molte filiali di società di servizi bancari, creditizi e di consulenza hanno un loro studio privato nel centro cittadino.
[] Infrastrutture e trasporti
[] Strade
Dal novembre 2006 la città è stata letteralmente sconvolta dall'apertura di decine di cantieri, tutti finanziati dal progetto P.I.C.A. (Progetto Integrato Città di Avellino) mediante fondi europei, volti a darle un nuovo "look" e a farle raggiungere un modello soddisfacente e pratico di vivibilità. Gli interventi principali riguardano la ripavimentazione e la pedonalizzazione della strada principale, corso Vittorio Emanuele, e della attigua Piazza della Libertà, simbolo di Avellino; la pedonalizzazione sarà resa possibile grazie alla realizzazione di un tunnel che percorrerà da nord a sud il centro cittadino. La vivibilità sarà migliorata anche con la realizzazione di due grandi parchi, uno dei quali sorgerà lì dove prima stazionavano gli autobus di linea extraurbani, ora dirottati nella nuova autostazione cittadina, ad ovest della città. La viabilità risulterà snellita dalla realizzazione di un collegamento tra la Variante Est ed il centro cittadino, che permetterà anche di raggiungere più facilmente la nuova caserma dei Vigili del Fuoco e i quartieri periferici Quattrograne est, Quattrograne ovest, Rione Mazzini e Q9. Oltre a questi principali interventi, ce ne sono altri finalizzati a dare lustro, nuovi slanci e nuove opportunità alla città, tra i quali: la riqualificazione del Castello Caracciolo; il restauro di antichi palazzi, chiese e conventi; la restituzione funzionale alla città di strutture riqualificate e finalmente fruibili dalla cittadinanza.
[] Autostrade
Avellino dispone di due caselli sull'autostrada A16 (Avellino Est e Avellino Ovest), dell'importante raccordo autostradale Avellino-Salerno che permette ai flussi prevenienti dall'A16 di proseguire in direzione sud immettendosi sull'A3, e della non meno trascurabile superstrada "Ofantina", importante arteria stradale che collega Avellino a numerosi centri altirpini.
[] Ferrovie
Avellino ha anche una stazione ferroviaria, "Avellino" (situata nella zona Est della città), che la collega con le zone dell'Irpinia fino a Rocchetta Sant'Antonio (FG), con Benevento, Salerno e Napoli. Attualmente è in esercizio anche un servizio ferroviario diretto verso la stazione di Roma Termini, che garantisce il collegamento con la capitale in poco più di quattro ore di viaggio.
[] Mobilità urbana
La mobilità su terra ad Avellino città ed il suo bacino provinciale è come volume di passeggeri annui, di gran lunga il tramite più utilizzato. La principale società di autotrasporti presente sul territorio è l'"A.IR", acronimo di Autoservizi Irpini, che oltre ai trasporti pubblici urbani (garantiti dall'Azienda Trasporti Irpini o ATI) ed extraurbani (con collegamenti giornalieri con 96 paesi della provincia, oltre Roma, Napoli, Benevento, Caserta, Foggia, Salerno e la sua università, Campobasso e Termoli) garantisce il collegamento via funicolare con il Santuario di Montevergine, meta di numerosi pellegrini; inoltre gestirà il servizio di metropolitana leggera che a breve si insedierà nel contesto cittadino, e l'autostazione cittadina (prossima alla completa realizzazione) che sarà il terminal di tutto il parco mezzi inerente alla società stessa. Altre importanti società sono la "SITA" che collega il capoluogo con Salerno, e la Circumvesuviana operante coi paesi contigui al napoletano.
[] Filovia
Un'importante novità della città del futuro sarà la costruenda filovia[34][35][36][37], che contribuirà a snellire il traffico cittadino e a ridurre le emissioni di gas di scarico delle auto private. Il primo lotto sarebbe dovuto entrare in funzione a metà 2010[38]. I lavori, però, sono fermi da aprile a causa del blocco dei finanziamenti regionali[39].
[] Aeroporti
Gli aeroporti più vicini sono:
- Salerno-Pontecagnano (QSR) 51 km
- Napoli-Capodichino (NAP) 53 km
[] Amministrazione
Sindaco: Giuseppe Galasso (centrosinistra) dal 22/06/2009
[] Sport
Nonostante Avellino sia un città di circa 56.000 abitanti possiede diverse squadre nei principali campionati professionistici italiani:
[] Calcio
| Per approfondire, vedi le voci Unione Sportiva Avellino e Associazione Sportiva Avellino 1912. |
L'Unione Sportiva Avellino fu fondata nel lontano 1912 ed ha sempre partecipato ai campionati professionistici fino al 10 luglio 2009, giorno della mancata iscrizione alla Lega Pro Prima Divisione. Vanta all'attivo 10 campionati in Serie A e 14 in Serie B. L'11 febbraio 2011 gli viene revocata l'affiliazione dalla Federcalcio[40].
Nella stagione 2009/2010 la società non viene iscritta in alcun campionato. La città è perciò rappresentata nei campionati calcistici nazionali dalla società Avellino Calcio.12 S.S.D, ridenominata dal giugno 2010 in Associazione Sportiva Avellino 1912. Per la stagione sportiva 2011-2012 milita nel campionato di Lega Pro Prima Divisione - Girone A.
Le altre squadre calcistiche della città sono il PS Rione Mazzini e la Polisportiva MAS Avellino militanti entrambe in Promozione.
[] Pallacanestro
| Per approfondire, vedi la voce Felice Scandone Basket Avellino. |
La Società Sportiva Felice Scandone è stata fondata nel 1948, e dal 2000\2001 milita in Serie A1. Nel 2008 ha vinto la Coppa Italia, nelle Final Eight giocate a Bologna e vinte contro i padroni di casa della Virtus Bologna.
[] Pallacanestro femminile
| Per approfondire, vedi la voce Nuova Partenio Avellino. |
La città vanta anche una squadra di basket femminile, la Nuova Partenio Avellino, militante in Serie C.
[] Pallavolo
| Per approfondire, vedi la voce Pallavolo Avellino. |
La Pallavolo Avellino, fondata nel 1966, milita attualmente nel campionato di serie D, a differenza degli altri sport di squadra avellinesi, è l'unica compagine a non avere il bianco-verde come colore sociale, bensì il verde-blu.
[] Ciclismo
Avellino è stata più volte partenza e arrivo di tappa del Giro d'Italia:
| Anno | Tappa | da | km | Vincitore | Leader class. generale |
| 1914 | 4ª | Roma | 365,4 | ||
| 1927 | 7ª | Napoli | 153,4 | ||
| 1965 | 5ª | Benevento | 175 | ||
| 1977 | 1ª | Capo Miseno | 159 | ||
| 2001 | 5ª | Nettuno | 229 | ||
| Data | Tappa | a | km | Vincitore | Leader class. generale |
| 1914 | 5ª | Bari | 328,7 | ||
| 1927 | 8ª | Bari | 271,8 | ||
| 1962 | 8ª | Foggia | 110 | ||
| 1965 | 6ª | Potenza | 161 | ||
| 1977 | 2ª/1ª | Foggia | 118 | ||
| 2009 | 19ª | Monte Vesuvio | 164 | ||
| 2010 | 10ª | Bitonto | 230 |
Ogni anno in occasione dei festeggiamenti di Ferragosto si svolge il trofeo "Circuito Città di Avellino", un percorso tra le strade principali della città, molto amato e seguito dalla cittadinanza.
[] Atletica
Presso il campo CONI ogni anno si svolge il "Meeting Internazionale di atletica leggera Città di Avellino", a cui partecipano alcuni importanti esponenti dell'atletica mondiale.
[] Rugby
Per ciò che concerne la palla ovale,la città è rappresentata dall'Avellino Rugby che attualmente milita nel girone campano della Serie C.
[] Curiosità
- Nella serie televisiva i Soprano è spessisimo menzionata Avellino come città di origine della famiglia Soprano. In una puntata in cui Maria Grazia Cucinotta racconta di Avellino, viene narrata una falsa leggenda, secondo la quale ad ogni rintocco delle campane della Torre dell'Orologio in città venisse concepito un bambino.
- Durante il periodo appena precedente alla fine della Prima Repubblica, la classe dirigente del paese era conosciuta come "la casta degli avellinesi": infatti presidente del consiglio, segretario DC, ministri e svariati parlamentari e senatori erano irpini.
- "Montevergine col cappello, Avellino con l'ombrello" è un proverbio molto diffuso e conosciuto in città, che permette di far fare ai cittadini di Avellino una sorta di previsione del tempo casalinga, difatti ogni qualvolta le nubi sovrastano la cima del monte Partenio, in città è molto probabile che piova.
- San Modestino e la sua proclamazione come santo padrono della città hanno visto un singolare episodio. Le spoglie del martire cristano erano contese da Avellino e la contigua Mercogliano; si dice che per risolvere il "contenzioso" si pensò bene di metterle su di un carro trainato da un bue in una strada di confine tra le due cittadine, quella in cui il bue si sarebbe diretto, avrebbe tenuto le sante reliquie. Ebbene il bue andò verso Avellino, ma secondo molti attirato da ortaggi ben nascosti.
[] Galleria fotografica
[] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2011.
- ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, pp. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato il 25 aprile 2012.
- ^ Francesco De Sanctis, Attilio Marinari (a cura di), Un viaggio elettorale, Guida Editori, 1983, pp. 138. 978-88-7042-131-6
- ^ Cfr. la voce Avellino nel Dizionario d'ortografia e di pronunzia [1].
- ^ Dato Istat al 30/09/2011.
- ^ Fino al 1957, tuttavia, funzionò sulle rive del Fenestrelle-Rigatore il Mulino dell’Infornata la cui esistenza è attestata dal XII secolo.
- ^ Profilo Climatico (Archivio climatico DBT dell'ENEA)
- ^ Pagina con le zone climatiche e i gradi giorno dei comuni italiani. URL consultato il 11-07-2009.
- ^ a b Donato Violante, Avellino - Medioevo, Perinciso Edizioni, 2010
- ^ 14 settembre 1943: bombe su Avellino
- ^ Motivazione della consegna della Medaglia d'oro al valor civile alla Città di Avellino sul sito del Quirinale.
- ^ Motivazione della consegna della Medaglia d'oro al merito civile al Comune di Avellino sul sito del Quirinale.
- ^ Articolo sul Casino del Principe
- ^ Palazzo della Cultura sul sito del Comune di Avellino
- ^ «Avellino - Parco Urbano S. Spirito, venerdì l'apertura». Irpinianews, 21 07 2010. URL consultato in data 7-9-2010.
- ^ P.I.C.A. - Parco Urbano Santo Spirito. Si respira aria di tempo libero. URL consultato il 7-9-2010.
- ^ Zeza al carnevale di Venezia
- ^ Corriere dell'Irpinia - Tradizione e devozione Avellino abbraccia S. Rita
- ^ Il dossier realizzato dal Sole-24 Ore che, da oltre 15 anni, misura la vivibilità delle 103 province italiane attraverso una serie di dati statistici elaborati in 36 classifiche. Dal reddito all'occupazione, dalla natalità alla sanità, dai reati alle opportunità per il tempo libero
- ^ Il sole 24 Ore 19/12/2005
- ^ Il sole 24 Ore 18/12/2006
- ^ Il sole 24 Ore 17/12/2007
- ^ Il sole 24 Ore 29/12/2008
- ^ Il sole 24 Ore 19/12/2009
- ^ Qualità della vita 2010. ilsole24ore.com
- ^ Qualità della vita, vince Trento (Italia Oggi). epicentrobenevento.it
- ^ Ecosistema urbano XVII edizione. legambiente.it
- ^ Qualità della vita 2011. ilsole24ore.com
- ^ Trento è la città più vivibile. italiaoggi.it
- ^ Ecosistema urbano XVIII edizione. legambiente.it
- ^ Redditi 2008 - La classifica dei capoluoghi di provincia. URL consultato il 22-02-2010.
- ^ a b Coordinamento Meridionale Agricoltura - Assessorati provinciali. URL consultato il 3-7-2009.
- ^ Il Denaro - Cumerio si fonde, nasce Aurubis
- ^ Il Denaro del 02-06-2009 num. 105
- ^ Bollettino Ufficiale della Regione Campania n. 26 del 16 maggio 2005
- ^ Il comunicato stampa del 29/05/2009 del Comune di Avellino la definisce impropriamente Metropolitana Leggera
- ^ Articolo de "Il Mattino" del 18/04/2009
- ^ Il denaro del 06/10/2009
- ^ La regione boccia il Piano strategico di Avellino e Atripalda perde 12 milioni di finanziamenti. ilsabato.net
- ^ Comunicato ufficiale n. 136/A. FIGC
[] Bibliografia
- Associazione Culturale ACO, Musei Avellino 2007, Avellino, 2007, pp. 4.
- Donato Violante, Avellino - Medioevo, Perinciso Edizioni 2010.
- Gabriele Crepaldi, Musei d'Italia, voce Avellino pag. 244, Mondadori, 2007.
- Francesco De Franchi, Avellino illustrata da' santi e da' santuari, Forni, Napoli, 1709.
- Felice De Maria, Dizionario dialettale della provincia di Avellino, Bologna, Forni.
- Giampiero Galasso, Avellino. Storia e immagini, Ed. De Angelis, 1992.
- Nicola Gambino, La cattedrale di Avellino, Ed. Di Mauro, 1985.
- Consalvo Grella, Il Museo Irpino di Avellino, 1975.
- Michelina Femina, Musei della Natura in Campania, voce Avellino pp. 10–12, M.Z.O. Edizioni, 2003.
- Michelina Femina, Lauretana Carbone, L'Irpinia dei Musei, 1997.
- Carlo Muscetta, Le Chiese di Avellino, E.P.T. di Avellino, 1931.
- Stefano Orga, Michelina Femina, Musei da esplorare ad Avellino, 2002.
- Gabriella Pescatori Colucci, Errico Cuozzo, Francesco Barra, Storia illustrata di Avellino e dell'Irpinia, Sellino & Barra, 1996.
- Serafino Pionati, Ricerca sull'istoria di Avellino, Forni, 1828-29.
- Francesco Scandone, Storia di Avellino dalle origini alla fine della dominazione Longobarda, M. d'Auria, 1905.
[] Voci correlate
- Terremoto dell'Irpinia
- Campania
- Irpinia
- Provincia di Avellino
- Diocesi di Avellino
- Stazione di Avellino
- Stazione meteorologica di Avellino
- Ferrovia Avellino-Rocchetta Sant'Antonio
[] Altri progetti
Wikinotizie contiene notizie di attualità su Avellino
Commons contiene file multimediali su Avellino
Wikiquote contiene citazioni su Avellino
Wikizionario contiene il lemma di dizionario «Avellino»
[] Collegamenti esterni
- Avellino su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Avellino")
- Sito del Comune di Avellino
- Sito ufficiale Galleria dei Selachoidei
- Progetto Integrato Città di Avellino, portale sui lavori in corso in città
- Portale delle memorie storiche avellinesi
- Portale con informazioni sulla città di Avellino, fiere mostre e notizie
- Home Page dell'Istituto di Scienze dell'Alimentazione (ISA)
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